|
COLPI SHAOLIN KUNG FU
Prequisito della Scuola : Nessuno
Componente principale : Istinto
La Scuola dello Shaolin Kung Fu ha sviluppato in Tibet una delle più antiche
tecniche di combattimento. Questa scuola non fà parte della cerchia delle
scuole maggiori solo perchè le sue tecniche venivano tramandate unicamente
allo scopo di preservare la forma fisica e mentale dei suoi praticanti.
La loro utilità nel combattimento , in particolare nel campo dell'
autodifesa, è stata messa in risalto solamente in un secondo momento.
I principi base di questa scuola sono gli stessi della Divina Scuola di
Nanto : la creatività e l'improvvisazione , oltre a un innata comprensione
della natura. L'apprendimento dei colpi dello Shaolin Kung Fu è molto
difficoltoso per chi non è in grado di percepire l'armonia della natura.
Per ogni avanzamento di livello di ogni colpo un PG deve spendere 2 Pa
ulteriori se ha istinto a 3 , 1 Pa se ha istinto 4, 0 Pa se ha istinto a 5 o
6, e solo i PG con istinto 6 ottengono lo sconto per l'acquisizione di nuovi
colpi.
Tutto ciò è dovuto al fatto che i colpi dello Shaolin Kung Fu sono molto
complessi e necessitano di una certa spiritualità ( in pratica bisogna
allenare la mente , più che il corpo).
Lo Shaolin Kung Fu , imitando per molti versi gli animali , si suddivide in
una miriade di stili diversi (anche in questo è simile a Nanto), ognuno dei
quali prende il nome dall' animale al quale si ispira.
Il monastero di Shaolin (Piccolo Bosco) e' stato molto importante per lo
sviluppo e la divulgazione del kung fu dando vita a vari stili originari del
tempio e ad altri "derivati" che sono tuttoggi molto praticati .
Tale monastero fu creato nella regione di Honnan intorno al 520 d.c. ed
inizialmente era un tempio dove i monaci si dedicavano alla meditazione .
Con l' arrivo al tempio di Bodidharma, figura leggendaria delle arti
marziali cinesi, si introdussero i concetti di cura del corpo e le basi di
un sistema di lotta .
I monaci fusero sapientemente le loro pratiche meditative con la pratica
marziale dando vita ad alcuni stili che si basavano sul comportamento degli
animali .
I cinque principali animali degli stili Shaolin sono :
Tigre, Drago, Leopardo, Gru, Serpente .
Successivamente gli stili basati sugli animali vennero fusi in un sistema
unico, anche se alcuni monaci non aderirono a tale unificazione e
continuarono ad insegnare il loro stile originale .
Il monastero divenne molto rispettato ed i monaci divennero abili guerrieri,
ed e' per questo motivo che venne piu' volte distrutto e ricostruito .
Intorno al 1640, quando regnava la dinastia ching, il tempio fu incendiato .
Un ingente numero di soldati ebbe la meglio su pochi monaci guerrieri dopo
una sanguinosa lotta .
L' invasione al tempio fu favorita da alcuni "infiltrati" che aiutarono i
soldati ad entrare nel monastero .
Solo Alcuni monaci sopravvissero alla distruzione di Shaolin, si parla di 5
o 7 maestri che si rifugiarono altrove divulgando i loro stili in tutta la
Cina .
Si svilupparono cosi' per opera di questi maestri e dei loro allievi gli
stili "derivati dallo Shaolin" come il Wingtsun, il Choy Lee Fut, l' Hungar,
lo stile della Gru Bianca del Nord. Probabilmente anche lo stile della
Mantide Religiosa (Tang Lang) fu influenzato da Shaolin .
Esistono comunque degli stili che non derivano dal tempio shaolin, come ad
esempio lo stile dell' ubriaco, lo stile della traccia perduta, lo stile
dalle gambe elastiche (Ten Tui) ecc .
Attualmente esistono circa 400 stili di kung fu ma solo una quindicina
possono considerarsi realmente differenti tra loro ed hanno avuto una larga
diffusione sia in Cina che nel mondo intero
Molti stili sono molto simili ad altri pur avendo un nome proprio .
Shaolin Ch’üan significa "pugilato della giovane foresta".
Shaolin era il nome di un famoso monastero buddista in cui per millenni si
sono praticate le Arti Marziali.
Shaolin Ch’üan, o più semplicemente Shaolin, tuttavia, è un termine
piuttosto generico che viene utilizzato per indicare sia l'insieme di tutti
gli stili esterni (Wai Chia) del Kung Fu, sia uno qualsiasi di tali stili
esterni, sia l'arte originaria insegnata nel tempio Shaolin.
Tale arte originaria è oggi nota con il nome di "Shaolin Classico della Cina
del Nord".
Dal punto di vista geografico, infatti, gli stili di Shaolin si possono
suddividere in due gruppi:
Stili della Cina del Nord: caratterizzati da posizioni ampie e tecniche
veloci.
Stili della Cina del Sud: caratterizzati da posizioni più piccole e tecniche
piuttosto corte.
L'idea di base dello Shaolin è quella di eseguire attacchi e difese con il
massimo di forza e velocità, immaginando sempre di essere circondati da un
gran numero di avversari. Per ottenere la massima efficacia, occorre
combinare la forza con la morbidezza. Per "morbidezza" si intende
rilassamento muscolare, elasticità o flessibilità, fluidità nei movimenti e
anche "cedevolezza" (cioè un atteggiamento fisico e mentale che consente di
battere l'avversario sfruttandone la forza a proprio vantaggio).
Un'altro principio fondamentale dello Shaolin è la "rotondità" dei
movimenti. I movimenti dello Shaolin infatti seguono sempre linee curve che
sfruttano la forza centrifuga e non interrompono l'azione.
Per ottenere la massima fluidità dei movimenti, e quindi la massima
efficacia, è fondamentale una corretta respirazione, che deve essere
addominale e molto profonda (diaframmatica).
Dallo Shaolin classico della Cina del Nord derivano non solo tutti gli altri
stili di Kung Fu ma anche, direttamente o indirettamente, quasi tutte le
altre Arti Marziali asiatiche.
Shao > giovane Lin > foresta Ch'üan > pugno
Le tecniche di base
Le tecniche dello Shaolin si possono suddividere in cinque gruppi
fondamentali:
Ta: colpi di mano
T'i: colpi di piede
Shuai: proiezioni
Na (o Chin Na): prese (leve, strangolamenti, immobilizzazioni)
Tien: pressioni sui punti vitali
Vi sono poi cinque elementi essenziali per l'esecuzione delle tecniche dello
Shaolin:
Shou: mani
Yen: occhi
Shen: corpo
Fa: tecniche
Pu: posizioni
I primi tre fanno riferimento all'importanza dell'uso delle mani, degli
occhi e del corpo nel suo complesso. Il quarto elemento si riferisce alla
corretta esecuzione delle tecniche e il quinto ci ricorda che nessuna
tecnica è efficace senza una buona posizione degli arti inferiori.
Nella pratica, il principiante apprende prima le posizioni (Pu Fa), poi i
principali attacchi di mano, cioè pungni (Ch’üan Fa) e colpi a mano aperta (Chang
Fa), poi i calci più semplici (T'ui Fa) e le parate (Fang Fa).
Successivamente il principiante si dedicherà prima al Lien Pu Ch’üan e poi
allo Shaolin Ch’üan:
Lien Pu Ch’üan: Lien Pu Ch’üan significa "pugilato per allenare le
posizioni" ed è uno stile semplificato di Shaolin messo a punto una
sessantina di anni fa a Nanchino da una commissione di maestri, per
facilitare l'insegnamento del Kung Fu ai bambini nelle scuole. Oggi il Lien
Pu Ch’üan viene insegnato a tutti i principianti.
Nel Lien Pu Ch’üan esistono due Lu (letteralmente "percorso"), cioè due
sequenze preordinate di tecniche che raffigurano un combattimento
immaginario.
Shaolin Ch’üan: nello Shaolin Ch’üan esistono cinque Lu di base, chiamati
Shaolin Ch’üan Lu. I Lu dello Shaolin comprendono tecniche più complesse
rispetto a quelle del Lien Pu Ch’üan e le sequenze devono essere eseguite
senza soluzione di continuità.
Dopo aver imparato le tecniche fondamentali che fanno uso delle braccia e
delle gambe, l'allievo passa allo studio delle cadute e delle proiezioni (Ti
T'ang Ch’üan o Ti Kung Ch’üan, cioè "pugilato delle cadute", "prendere terra
con abilità") e successivamente allo studio delle prese (Chin Na), che
comprendono leve, strangolamenti e immobilizzazioni. Le tecniche di Chin Na
sono in tutto 108, raggruppate in 11 esercizi (sequenze), che possono essere
eseguiti da soli (Chin Na Lu), oppure con un avversario (Chin Na T'ao).
Un'importanza fondamentale hanno, nello Shaolin, le pressioni e i colpi sui
punti vitali (Tien Hsüeh Tao). Queste tecniche (in particolare i colpi)
possono essere piuttosto pericolose e, per questo, vengono insegnate solo
agli allievi più avanzati.
Il combattimento
Il combattimento (Po Chi, letteralmente "scambio di tecniche") può essere di
tre tipi:
Preordinato o fondamentale. Si tratta di sequenze di attacchi, difese,
proiezioni , leve, ecc. che si eseguono in un primo tempo da soli (Po Chi Lu),
contro un avversario immaginario, e poi in coppia (Po Chi T'ao). Esistono 45
combattimenti fondamentali senza armi.
Libero (Tzu Yu Po Chi). Nel combattimento libero gli attacchi non sono
preordinati, ma devono essere controllati a fior di pelle per non ferire il
partner. E' importante notare che nel combattimento libero non bisogna
utilizzare tecniche "di fantasia", ma applicare le tecniche studiate nei
combattimenti fondamentali.
Di gara (Pi Shai).
Le armi dello Shaolin
L'allenamento delle tecniche che comportano l'uso di armi (Ping Chi) è
analogo all'allenamento delle tecniche a mani nude (le posizioni
fondamentali e i principi sono gli stessi), ma comprende in più il metodo di
maneggiare l'arma, che viene considerata come un prolungamento del corpo
stesso.
I maestri afferamno che, in una prima fase di studio, è l'uomo che muove
l'arma; successivamente uomo e arma diventano una cosa sola e infine l'arma
acquista un'anima, una vita propria e, in un certo senso, è essa stessa che
muove l'uomo.
Tradizionalmente le armi fondamentali sono 18, ma esistono numerose
varianti. Le armi si possono suddividere in tre categorie:
Armi "nobili", cioè armi vere e proprie, come per esempio la spada, la
lancia, la sciabola.
Attrezzi della vita quotidiana trasformati in armi, come per esempio, il
bastone, la catena, i bastoni snodati (usati in Cina per battere il riso).
Armi particolari, come per esempio i Piao (oggetti metallici a punta
destinati al lancio)
Le 18 armi fondamentali sono:
Pang (bastone corto)
Kun (bastone lungo)
Ch'ang Kun (bastone molto lungo)
Shuang Chieh Kun (bastone snodato a due sezioni)
San Chieh Kun (bastone snodato a tre sezioni)
Shao Kun ("bastone delle sentinelle": snodato, costituito da un pezzo molto
lungo e uno corto, uniti da una catenella)
Tao (sciabola curva ad un taglio); si può utilizzare una sola sciabola,
oppure due insieme (una per mano)
Chien (spada diritta a due tagli); si può utilizzare una sola spada, oppure
due insieme (una per mano)
Ch'iang (lancia)
Kuan Tao (alabarda)
Shuang Kou (spada uncinata); si usano sempre due Shuang Kou insieme (una per
mano)
Kang Pien (catena d'acciaio)
Kuai (bastone corto con manico trasversale utilizzato come impugnatura)
T'ieh Ch'ih (asta di ferro appuntita, con una caratteristica impugnatura);
di solito si usano due T'ieh Ch'ih insieme (una per mano)
Sheng Piao (corda con una punta metallica ad una estremità)
Fu (ascia di guerra); di solito si usano due Fu insieme (una per mano)
Ch'ui (mazza); di solito si usano due Ch'ui insieme (una per mano)
Pi Shou (pugnale); di solito si usano due Pi Shou insieme (uno per mano)
La respirazione e il Ch'i nello Shaolin
Nello Shaolin è di fondamentale importanza respirare in modo corretto,
perché solo così è possibile sfruttate appieno l'energia interna che ci
permette di ottenere la massima efficacia.
La respirazione deve essere addominale, profonda e il più possibile calma e
regolare. Il ciclo respiratorio inizia con la fase di inspirazione, in cui i
muscoli addominali sono decontratti e il ventre si dilata; nella fase di
espirazione i muscoli addominali si contraggono; segue poi un tempo morto,
in cui i muscoli addominali si decontraggono e il ventre rientra. Quest'ultima
brevissima fase, che segna il passaggio dall'espirazione alla nuova
inpirazione, è quella in cui si è più vulnerabili: respingere un attacco che
avviene esattamente in quell'istante può essere molto difficile.
In generale la respirazione avviene sempre attraverso il naso. Tuttavia,
quando si porta una tecnica particolarmente intensa o decisiva, si può
emettere il fiato attraverso la bocca, accompagnando tale emissione con un
grido (Fa Sheng), che non proviene dalle corde vocali, ma dal ventre.
Le due fasi respiratorie (inspirazione ed espirazione) possono avere durata
uguale oppure diversa (è possibile sia fare un'inspirazione breve e
un'espirazione lunga che viceversa). Un'inspirazione breve non significa
immettere meno aria nei polmoni, ma semplicemente immettere la stessa
quantità d'aria di un'inspirazione lunga, ma più rapidamente. La
combinazione inspirazione-breve/espirazione-lunga è particolarmente
utilizzata in quanto permette di immagazzinare velocemente energia e di
sfruttarla il più a lungo possibile. Questa combinazione respiratoria è, tra
l'altro, quella che normalmente adottiamo in modo inconscio quando parliamo.
Analogamente, nello Shaolin la respirazione sarà efficace soltanto se sarà
naturale, spontanea, non guidata esplicitamente dal pensiero. Non bisogna
quindi pensare troppo a come e quando respirare: non è infatti la mente, ma
il corpo, che deve imparare a farlo spontaneamente.
L'alternarsi di inspirazione ed espirazione segue il ritmo delle tecniche:
durante la fase di preparazione all'attacco si inspira, quando si porta
l'attacco si espira. Le parate invece possono essere accoppiate ad entrambe
le fasi respiratorie: se la parate è "dura" (simile ad un attacco) la si
esegue espirando, se è "morbida", inspirando. Nello Shaolin solitamente le
tecniche non vengono eseguite in modo isolato, ma vengono concatenate in
rapida successione. Può quindi succedere che durante un solo ciclo
respiratorio vengano eseguite più tecniche.
La cosa più importante comunque è mantenere una respirazione addominale.
Secondo le credenze cinesi, l'aria che respiriamo contiene, oltre
all'ossigeno, una forma di energia vitale, il Ch'i. Durante la respirazione
l'aria cede all'organismo ossigeno e Ch'i.
L'ossigeno, associato al sangue, circola nelle vene e nelle arterie; il Ch'i
circola nei "canali" o "circuiti energetici". Il Ch'i è la nostra principale
sorgente di forza e può essere diretto con il pensiero: quando eseguiamio un
attacco, per esempio un pugno, dobbiamo immaginare che il Ch'i scorra lungo
il braccio e fuoriesca attraverso il pugno.
I maestri più esperti sono in grado di concentrare il Ch'i così
efficacemente in un punto del corpo da renderlo quasi invulnerabile: per
esempio possono impedire che una lancia penetri nella loro gola
semplicemente concentrandovi il Ch'i.
Una corretta respirazione, la pratica delle Arti Marziali e la meditazione
Ch'an aiutano il fluire abbondante, regolare e continuo del Ch'i
mantenendoci così in buona salute. La pratica del Ch'i, del suo flusso e
della sua concentrazione, tuttavia, deve essere quotidiana per essere
efficace: pochi giorni di "riposo" sono sufficienti a far regredire
l'abilità raggiunta (si veda anche la respirazione e il Ch'i nella sezione
Cos'è il Kung Fu).
Esistono due tipi di Ch'i: il Ch'i statico e il Ch'i dinamico. Il Ch'i
statico è quello che è coinvolto nelle tecniche di meditazione. In questi
casi il pensiero deve visualizzare e seguire il fluire del Ch'i in accordo
con il ritmo respiratorio. In questi casi la mente deve essere "vuota", cioè
libera da pensieri esterni o preoccupazioni, ma "presente", "cosciente".
Nella pratica dello Shaolin e del T’ai Chi Ch’üan l'esercitazione del Ch'i
viene fatta in movimento, facendo così intervenire il Ch'i dinamico. In
questo caso il pensiero non segue semplicemente il fluire del Ch'i, ma lo
guida e lo concentra dove è necessario. Nella fare di inspirazione si deve
visualizzare il Ch'i che entra attraverso il naso e scende concentrandosi in
Tan T'ien. Nella fase di espirazione il Ch'i si dirama lungo le gambe, le
braccia e il capo.
La forza che si ottiene mediante la contrazione muscolare si chiama Wai Li,
o forza esteriore; quella che si ottiene madiante la canalizzazione del Ch'i
si chiama Nei Ching, o forza interiore. Nella pratica delle Arti Marziali
deve essere utilizzata principalmente la forza interiore
|